Tutte le sorgenti sono belle
di Maurizio Francesco Molteni e Stefania Giovanna Maggetto
Una volta dalle sorgenti sulle montagne, scaturirono tanti piccoli torrenti che nascendo
esclamarono: “Che bello, adesso potremo correre giù per i monti di pietra in pietra, potremo
ospitare le trote e tanti altri pesci, poi diventeremo grandi fiumi che arriveranno fino al mare.”
Presa la rincorsa dalla sorgente i torrenti correvano verso valle.
I contadini, che li vedevano passare attraverso le loro terre, benedicevano quell’acqua ed erano
felici perché sapevano di avere acqua per irrigare i campi e anche un posto dove andare a pescare o
sedersi insieme al sole.
“Come siamo fortunati -si dicevano i torrenti – ci divertiamo a correre verso valle, la gente è felice
di vederci e ci fa sempre festa.”
Per molto tempo uomini e torrenti vissero felici insieme. I torrenti nascevano insieme sulla
montagna poi alcuni di loro formavano un lago, altri si incrociavano formando fiumi e alcuni di
questi si snodavano in lunghissime e tortuose curve: in ogni caso la loro acqua portava benessere a
tutti gli uomini che vivevano sulle loro rive.
(L’operatore chiede ai bambini di esprimersi sulle esperienze che hanno fatto in riva a torrenti o
fiumi. L’operatore può anche far parlare i bambini rispetto alle loro conoscenze delle grandi civiltà
nate vicino ai grandi fiumi.)
Uno di quei simpatici torrenti, giorno dopo giorno progressivamente si convinse che l’acqua della
sua Sorgente-mamma-e-papà era cattiva e che quindi anche tutta la sua acqua non poteva essere
buona.
Pensava che gli altri corsi d’acqua fossero più belli di lui, più ricchi di pesce, più calmi di lui, più
buoni, pensava che i contadini preferissero irrigare i campi con l’acqua degli altri torrenti invece
che con la sua.
Forse si era arrabbiato perché gli uomini avevano costruito una piccola diga davanti alla sua
Sorgente-mamma-e-papà, rallentando lo scorrere della sua acqua.
Il torrente era davvero arrabbiato, pensava che nessuno potesse capire la sua rabbia che poco alla
volta si trasformò in ira furiosa.
Un giorno si disse: “Farò capire che sono arrabbiato facendo un sacco di dispetti agli altri corsi
d’acqua, così si accorgeranno di me!”
(L’operatore dialoga con i bambini chiedendo loro di esprimersi su situazioni in cui si sono sentiti
o si sentono arrabbiati, non capiti e hanno pensato che fosse colpa degli adulti.)
Così iniziò a fare i dispetti agli altri torrenti perché pensava che la sua Sorgente-mamma-e-papà non
era bella come la loro e che i contadini volessero bene solo agli altri torrenti ma non a lui.
Incominciò facendo rotolare i suoi sassi nel letto degli altri torrenti, così l’acqua trasportava sempre
più terra e sempre più sassi, ingrossando i torrenti che iniziarono a straripare inondando le
campagne.
Poiché quel torrente arrabbiato nel suo intimo era buono, alla sera esausto per essere stato furioso
tutto il giorno, si metteva a pensare e diventava molto triste perché si sentiva solo e colpevole.
Lui non avrebbe voluto fare i dispetti agli altri torrenti ma giocare e correre con loro, come aveva
sempre fatto. Si sentiva sempre più tormentato, spaventato, solo e senza pace.
“Non ce la faccio a stare fermo – si diceva – semino distruzione e sono solo capace di combinare
guai. E’ tutta colpa mia sono proprio stupido e cattivo!”
(L’operatore dialoga con i bambini chiedendo loro di esprimersi su situazioni in cui si sono sentiti
o si sentono in colpa per non riuscire a non fare i dispetti, per non riuscire a fermare la rabbia.)
Si disperava sempre più, dimenticandosi di quando anche lui irrigava i campi, faceva pescare
tranquillamente le persone e aiutava i contadini che vivevano sulle sue rive.Se uno si sente in questo modo si comporta proprio come se fosse solo capace di fare i dispetti e
dare fastidio, cosicché la gente si arrabbia sempre di più e lo isola.
Il torrente distruggeva sempre di più tutto quello che trovava; non riusciva più a fermare
quell’invidia e quella gelosia verso gli altri corsi d’acqua.
(L’operatore dialoga con i bambini chiedendo loro di esprimersi su situazioni in cui provano
invidia e gelosia, su quando si sentono isolati e su come fanno a manifestare questi sentimenti.)
La situazione era difficile, perché ormai l’acqua del torrente faceva fatica a rallentare; chiedeva agli
uomini di costruire argini per stare nel suo letto, ma poi li rompeva sempre e causava danni perché
pensava che nessuno comprendesse il suo grido di aiuto.
(L’operatore dialoga con i bambini chiedendo loro: “Bambini cos’è un grido di aiuto?” “Come
fate a chiedere aiuto quando ne sentite tanto il bisogno?” “A chi e quando vorreste chiedere
aiuto?” “Cosa vi impedisce di chiederlo?”)
I contadini che vedevano continuamente danneggiate le loro terre, decisero che bisognava parlare a
questo torrente e non solo considerarlo cattivo.
Ma il problema eracome parlare a un’acqua che scorre velocissima e non rallenta mai per
ascoltare.
Era proprio difficile anzi impossibile, perché quell’acqua era molto arrabbiata e non riusciva mai
rallentare la sua corsa.
(L’operatore chiede ai bambini: “Quando non riuscite a fermarvi ad ascoltare i vostri genitori a
casa o le maestre a scuola?”)
I contadini decisero quindi di andare a parlare con la sorgente Mamma e Papà del torrente, in modo
che poi essi stessi parlassero al figlio per fargli capire che anche lui era buono, bello, bravo come gli
altri torrenti e non aveva nulla di meno di loro.
Cosi i contadini presero coraggio e un giorno insieme fecero tanta strada in salita nei boschi sulla
montagna, fino ad arrivare alla Sorgente-mamma-e-papà per parlare con loro.
Arrivati alla sorgente videro che quello era un luogo bellissimo, molto fresco, pieno di erba, con
tanti caprioli che andavano a bere, fiori molto colorati intorno, alberi alti e aria pura.
(L’operatore chiede ai bambini di esprimersi sull’ esperienza dello stare in luoghi immersi nella
natura.)
I contadini stavano così bene lì, che decisero di fermarsi a riposare, prima di parlare alla sorgente.
Dissero tra loro:“Se il torrente sapesse che bella sorgente ha non sarebbe così arrabbiato, si è
dimenticato che la sua sorgente è calma, bella, allegra e buona.”
Dopo essersi riposati i contadini si avvicinarono alla sorgente e iniziarono a chiedere: “Mamma-e-
Papà-sorgente possiamo parlare con voi ?”
Mamma-e-Papà-sorgente si vergognavano molto perché sapevano i guai che combinava il figlio,
però volevano aiutarlo e quindi accettarono di parlare con i contadini.
I contadini dissero: “Mamma-e-Papà-sorgente, lo sapete come è arrabbiato vostro figlio e quanti
dispetti fa agli altri torrenti perché è invidioso? Lui pensa che la sua acqua non sia bella e non sia
pulita come quella degli altri.”
Mamma-e-Papà-sorgente risposero:“Certo che lo sappiamo, ci dispiace moltissimo e ci sentiamo
molto male perché sappiamo come nostro figlio si senta triste, solo e arrabbiato.”
I contadini allora dissero: “Ma come possiamo far capire al torrente che la sua acqua è bella, pulita
come quella degli altri torrenti? Se lui continua a essere arrabbiato non si ferma mai ad ascoltarci e
corre sempre velocissimo provocando frane e inondazioni.”
(L’operatore chiede ai bambini di fare qualche esempio in cui loro proprio non riescono a fermarsi
e fanno fatica ad ascoltare l’adulto.)
Mamma-e-Papà-sorgente dissero: “Bisogna aiutarlo a capire che la sua sorgente è bellissima e gli dà
acqua molto buona, non vedete quanti caprioli vengono a bere da noi, non vedete quanti bei fiori e
alberi robusti crescono vicino a noi? Questo vuol dire che l’acqua che diamo a nostro figlio è molto
buona, nostro figlio si è dimenticato di questo.”I contadini risposero: “Potrebbero essere proprio i caprioli che qui vengono a bere, gli uccellini, gli
insetti e il polline delle piante a scendere lungo il torrente per dire all’acqua che la sua Sorgente-
mamma-e-papà è pura e limpida. Potrebbero dirgli che gli vuole molto bene e se lui si ricorda della
bellezza, della bontà e dell’intelligenza della sua Sorgente-mamma-e-papà potrà di nuovo avere
fiducia nelle sue risorse e qualità positive. Così smetterà di fare i dispetti, la sua acqua potrà
scorrere tranquilla, portare serenamente il proprio contributo e tutti saranno contenti di lui.”
Mamma-e-Papà-sorgente risposero: No, dobbiamo essere noi a ricordargli che viene da una
sorgente viva e buona, però abbiamo bisogno del vostro aiuto perché nostro figlio è molto
arrabbiato, non ascolta le nostre parole, non si ricorda le qualità che gli abbiamo dato e che ogni
giorno facciamo nascere per lui.”
(L’operatore chiede ai bambini:“Secondo voi quali sono le qualità che i vostri genitori vi hanno
dato?”)
“Come faremo ad aiutarvi?” chiesero i contadini.
“E’ molto semplice – risposero Mamma-e-Papà-sorgente – vi daremo tante gocce della nostra
purissima acqua d’amore, voi scenderete e ne metterete una nel torrente in ogni momento del suo
percorso proprio quando lo vedrete più arrabbiato, impetuoso, scontento e gli direte: ‘Questa è la
purissima goccia d’amore di Mamma-e-Papà-sorgente che ti ricorda la calma e bellezza della tua
nascita.’”
I contadini fecero quanto detto da Mamma-e-Papà-sorgente, poco alla volta proprio nei punti in cui
il torrente era più ingrossato e arrabbiato misero le gocce di acqua purissima della sorgente.
A contatto con quelle gocce il torrente si ricordò che l’acqua di Mamma-e-Papà-sorgente era viva,
buona, pulita, piacevole, quindi poteva smettere di pensare di essere diverso, brutto e meno bravo
degli altri. Poteva finalmente smettere di pensare male di se stesso.
(L’operatore chiede ai bambini:“Anche voi chiedete aiuto ai vostri genitori per affrontare i
momenti di rabbia e ritornare contenti?“ “In che modo?” “Come vi sentite dopo che avete chiesto
e ottenuto il loro aiuto?”)
Così poco alla volta l’acqua ritornò a scorrere con calma, riacquistando la fiducia di tutti i contadini
che ripresero tranquillamente ad irrigare i campi, fare crescere il riso, il grano, gli ortaggi e sedersi
insieme per stare al sole immersi nella natura sulla riva del torrente.
Il torrente ritrovò anche l’amicizia e la stima degli altri corsi d’acqua, così ricominciarono a vivere
insieme felici e contenti.
(L’operatore dice ai bambini: “Adesso ognuno di voi disegna la goccia dell’acqua d’amore della
sua Mamma-e-Papà-sorgente e commenta il disegno con una parola, una frase o una piccola
poesia.”. Si predispone il materiale per lavorare con loro.)