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Due giornate per la fraternità: riflessioni, letture e preghiere sul tema

della fraternità.

Iniziativa svoltasi presso il Tempio della Fraternità, Cella di Varzi, 3-4 Ottobre 2015

Le custodi della vita

A cura di Annamaria Perego

Vorrei oggi approfondire un pensiero ed un sentimento che fa parte della mia eredità

famigliare ma anche del mio essere donna.

Ci sono stati in queste due giornate molti interventi: racconti di guerra, dei soldati,

del dolore.

Mi piacerebbe sollecitare nel mio intervento anche un pensiero di ricordo e di

gratitudine per chi è rimasto a casa per prendersi cura della ” Vita” degli altri ,

“Custode della vita”.

L’ esperienza orribile del fronte, durante le due guerre mondiali, ha risparmiato le

donne, gli uomini allora troppo anziani o malati e i bambini.

Persone che hanno vissuto la guerra dalle loro case, nelle cantine “sotto” le loro

case, nei traslochi degli sfollamenti, nelle corse verso un riparo.

Vorrei raccontare attraverso i ricordi di mia nonna Marianna e di mia nonna

Antonietta, che hanno vissuto la guerra in due posti così diversi dell’Italia, alcune

emozioni e sensazioni che queste donne mi hanno trasmesso.

Nonna Marianna durante tutta la prima e seconda guerra mondiale ha vissuto in un

paese della Calabria e Nonna Antonietta al nord a Sesto san Giovanni.

Dei loro racconti mi ha sempre colpito la tenacia con la quale custodivano il senso

della speranza, attraverso la vita quotidiana, quel ripetere e conservare i gesti di tutti

i giorni, come un rituale contro la disgregazione che la guerra creava intorno a loro.

I gesti diventavano sapienza di cura come cucinare, apparecchiare una tavola anche

se la sirena degli allarmi li avrebbe fatti mangiare nei rifugi, aspettare con pazienza

le ore di coda con le tessere per gli alimenti, perché il cibo è vita, è sopravvivenza.

Ricordo questi gesti quando da bambina trascorrevo le vacanze da loro e come tutti i

bambini “ moderni” non si voleva mangiare seduti a tavola, si era schizzinosi, si

sciupava il cibo, allora loro con delicatezza raccontavano…..

Ricordo le preghiere sussurrate di mia nonna Marianna, in quei miei tempi infantili,

ormai di pace, davanti al lumino fatto da lei nel bicchiere con l’olio e lo stoppino

( anche se le candele c’erano in abbondanza ormai), con dietro le fotografie in bianco

e nero dei suoi cari, così che la sua preghiera come la piccola fiamma sempre

accesa, li proteggesse ovunque fossero in quel momento.