La storia del suono che andava d’accordo
di Maurizio Francesco Molteni
C’era una volta un paese che si chiamava SENZASUONO, in provincia di NOIA.
Questo paese aveva un grave problema. Gli strumenti musicali del paese, sia quelli che si
vendevano nei negozi sia quelli che le persone avevano a casa, si rifiutavano di suonare o da essi
uscivano suoni strampalati.
(Fare ai bambini esempi di suoni strampalati e/o farli fare a loro)
I musicisti della banda del paese erano rimasti senza lavoro, il teatro dell’opera aveva chiuso perché
l’orchestra non poteva suonare, i gruppi di ragazzi e ragazze che abitualmente si trovavano per
suonare insieme in allegria erano diventati molto tristi. Tutti iniziavano ad annoiarsi. Anche i
fidanzati non potevano cantare la serenata alle loro fidanzate. Ai matrimoni non c’era più musica.
Lo zio non poteva suonare il suo violino, era sempre più arrabbiato e se la prendeva con tutti.
(Chiedere ai bambini: “Adesso ognuno di voi può immaginare uno strumento che più gli piace o
che sa suonare. Bambini cosa avete immaginato?”)
Uno degli strumenti del paese SENZASUONO era una bellissima chitarra costruita da un
bravissimo liutaio, usando un legno raro e corde speciali: insomma una chitarra pregiatissima,
adatta per tutti i tipi di musica, classica, flamenco, folk, rock, blues… Era veramente una chitarra
che faceva invidia a tutti i musicisti, che avrebbero voluto averla per potersi esibire ed ottenere un
successo strepitoso. Ma anch’essa, come gli altri strumenti musicali, era vittima di quel fatto molto
strano: faceva suoni strampalatissimi!
Così le bellissime idee di questi musicisti rimanevano grandi sogni chiusi nel cassetto.
(Chiedere ai bambini:“Bambini, qual è un grande sogno che vi piacerebbe realizzare?” “Chi
pensate possa aiutarvi nel realizzarlo?”)
Tutti i musicisti che avevano cercato di comprare questa chitarra per suonarla nei loro concerti,
avevano constatato che era impossibile suonarla: non si riusciva mai ad accordarla. Nonostante
insistessero nei loro tentativi, dalla chitarra uscivano sempre suoni strani che non andavano
d’accordo tra loro.
(Fare ai bambini esempi di suoni che non vanno d’accordo oppure chiedere loro di fare esempi in
tal senso. Dialogare con loro sulle cose e sulle persone che secondo loro “non vanno d’accordo
insieme”. Dialogare con loro sulle difficoltà che essi trovano nell’andare d’accordo.)
E così, poiché non si riusciva a trovare chi sarebbe stato in grado di accordare la chitarra, non si
poteva ascoltare musica e c’era tristezza nel paese.
Si fecero molti tentativi per risolvere questa situazione, tentativi di cui vogliamo narrarvi ora.
Si riunì il Consiglio Comunale e dopo giorni e giorni di discussioni, il Sindaco, con la fascia al
petto, uscì dalla sala e davanti alla popolazione del paese di SENZASUONO proclamò: “Abbiamo
deciso di fare un bando aperto a tutti i cittadini di SENZASUONO, per trovare chi riesca ad
accordare questa chitarra e gli altri strumenti musicali, poiché non ce la facciamo più a stare senza
suono. Si faccia avanti chi se la sente e se ci riuscirà diventerà Sindaco del paese, verrà da tutti
ricordato per essere riuscito a riportare la musica in questo paese. Gli faremo un grandioso
monumento, avrà una somma di danaro elevatissima e sarà messo nei libri di storia per la sua
impresa che verrà ricordata nei secoli.”
Alla fine del discorso, tutti applaudirono, ma non si sentì il suono del battito delle mani,
ovviamente…
(Chiedere ai bambini: “Adesso urliamo tutti in silenzio!” e “Battiamo le mani senza suono!”,“ Vi
piace?” “Cosa succede tra le persone quando non si sente più il suono?” “Cosa succede tra le
persone se non ci sono tra loro sentimenti?“)Tutti dissero: “Speriamo che qualcuno riesca ad accordare questa chitarra perché siamo proprio
stufi di non poter mai fare nulla di allegro. Quando siamo contenti non possiamo neanche farlo
capire battendo le mani”.
(Chiedere ai bambini: “A voi bambini capita di sentirvi arrabbiati perché vorreste comunicare la
vostra gioia a qualcuno e vi sembra di non riuscire? Vi capita mai di voler essere allegri ma
pensare di non riuscirci?” Dialogare con i bambini su questo tema.)
Per primo si fece avanti il medico del paese che era anche un valente musicista e disse: “Io ho tanto
studiato, conosco bene tutte le malattie dell’uomo e vedrete che riuscirò ad accordare questa
chitarra che in fondo è solo un pezzo di legno.”
Incominciò a tendere le corde per provare ad accordare il La con il Mi e intanto pensava: “Quando
riuscirò ad accordare questa chitarra chissà che grande monumento mi faranno, lo faranno alto 20
metri, io sarò raffigurato con la chitarra e la scritta: ‘Dott. Il-Più-Bravissimo-Di-Tutti che riuscì a
riportare il suono nel paese’ ”.
Poi provò ad accordare il La con il Re; via via che si avvicinava al successo dell’impresa, nella sua
mente il monumento diventava sempre più grande e continuava a pensare: “Chissà come mi
invidieranno gli altri medici, chissà che grande blocco di marmo useranno per il mio monumento e
come sarà scritto in grande il mio nome.”
Continuò a tendere le corde fino a giungere all’ultimo accordo, mentre tutta la popolazione
rimaneva a guardarlo con il fiato sospeso (più senza suono di così…) in attesa di esplodere in un
applauso che finalmente avrebbe potuto avere il suo suono. Stava per accordare il Re con il Si,
quando la corda del Si si spaccò all’improvviso gridando un secco: “No, altro che Si!”
Tutta la popolazione esclamò un grande“Ohhh… che peccato!”
Il Sindaco spazientito disse: “Avanti un altro”.
Il medico tornò nel suo studio a visitare i malati e tutti, per la verità, furono contenti perché era un
bravissimo medico.
Si presentò allora nella piazza il Superdirettore della Banca Soldoni e disse: “Proverò io ad
accordare la chitarra, ma ad un patto e cioè che possa fare questo lavoro da solo, non in piazza
davanti a tutta la popolazione.”
Il permesso gli fu accordato ed egli si chiuse in una stanza ben sorvegliata dall’esterno. Iniziò il
lavoro mentre tutti fuori dal palazzo erano sicuri del suo successo. Chiuso nella sua stanza, mentre
stava lavorando con le corde della chitarra, non pensava alla gioia di riavere il suono nel paese, ma
alla elevatissima somma di danaro che era stata promessa e che avrebbe fatto della sua banca la più
grande di tutto il paese. Pensava:“Chissà come mi invidieranno quando vedranno le grandi insegne
con la scritta: ‘CON LA BANCA SOLDONI IL PAESE SARA’ SEMPRE PIENO DI SUONI’ ”.
Per la verità quest’uomo era molto abile e riuscì nell’ intento di accordare la chitarra: il Re era
accordato con il Si, il Mi basso con il Mi alto, il La con il Sol e tutto era a posto.
Dalla sua stanza fece una telefonata al Sindaco per annunciare che era riuscito ad accordare la
chitarra e che si doveva riunire tutta la popolazione per l’occasione del primo suono musicale nel
paese dopo tanti anni senza musica.
Per questo grandioso appuntamento venne fissato un Sabato del mese di Maggio perché era
sicuramente bel tempo e l’orario delle 21:00 perché i bambini non dovevano studiare e sarebbero
potuti venire anche loro con i genitori, gli zii, i nonni, i cugini e i vicini di casa.
Tutto era pronto e le televisioni di tutta la nazione come ad esempio canale 5-6-7-8-9-10-11-12-13-
14-15 avevano mandato le telecamere per trasmettere il grande evento.
Ma se tutti erano in piazza chi guardava la televisione? Non si sa.
(Chiedere ai bambini: “Voi bambini spesso vedete la Tv ? Ci sono dei programmi che vorreste
vedere in compagnia dei vostri genitori?” “Quali ?“)
Alle ore 21:00 in punto di Sabato era arrivato il grande momento. Il Superdirettore della Banca
Soldoni si presentò sulla piazza del paese con l’ormai celeberrima chitarra tra le mani, sotto la luce
dei potenti riflettori di tutte le televisioni a cui intanto si erano aggiunte la 16-17-18-19-20.Mentre stava dando la prima solenne pennata con il plettro sulle corde della chitarra, pronto a
raccogliere l’applauso di tutto il paese, iniziò ad immaginare nella sua mente il suono di tutte quelle
monete che avrebbe guadagnato con questa impresa, di tutte quelle monete che sarebbero entrate
nella sua banca dopo che tutti i cittadini lo avrebbero portato in trionfo.
Era al settimo cielo, diede allora la prima pennata sulle corde… ma… dalla chitarra uscì un
metallico suono di monetine che cadevano per terra. Non credeva alle sue orecchie e ai suoi occhi.
Sbigottito provò con una seconda pennata e questa volta il suono delle monetine divenne simile a
quello di una cascata di metallo.
E il suono finì con l’ultimo centesimo di euro che cadeva a terra.
Vi fu un altro “Oh, che peccato!” che venne trasmesso da tutte le televisioni presenti, dalla 5 alla 20
contemporaneamente: “Che figura!”
(Chiedere ai bambini di raccontare qualche esperienza in cui hanno avuto una grande paura di
fare brutta figura con qualcuno.)
Ma tanto non c’era nessuno che le guardava.
Il Sindaco senza arrabbiarsi disse: “Avanti un altro”.
Il Superdirettore della Banca Soldoni esclamò: “Beh, almeno il suono delle monetine sono riuscito a
farvelo sentire”.
“È vero, bravo – risposero tutti – ma noi vogliamo sentire il suono della gioia che produce la
musica”.
Si fece avanti allora il Sig. Pensieroinfallibile che era un grande psicofilosofo; il più grande del
paese e aveva studiato il pensiero di tutti i filosofi esistiti sulla terra, dalla preistoria fino ad oggi e
tutta la psicologia del mondo. Sapeva perfino cosa pensavano della musica i marziani e addirittura i
dinosauri. Proprio un bel tipo direi, visto che aveva un cappello a forma di cervello. Egli pensò a
come poter fare e disse a tutti che sarebbe bastato parlare alla chitarra di cosa pensavano i più
grandi musicisti della storia.
Si appartò per giorni e giorni parlando alla chitarra delle bellezze della musica nelle varie età
dell’uomo. Le parlò di cosa faceva l’arpa nell’antica Grecia e della musica del medioevo, le parlò
dei violini, del pianoforte nel 1700 e delle ultime canzoni del festival di Sanremo. La chitarra era
davvero affascinata da tutti quei discorsi sulla musica e sui suoi amici strumenti musicali. Lo
psicofilosofo cercava di fare in modo che la chitarra si ricordasse di tutti i suoi antenati strumenti
musicali in modo da ricordarsi di avere un suono. Mentre le parlava pensava: “Sicuramente mi
metteranno in prima pagina nei libri di storia e di filosofia, diventerò il più grande e stimato
psicofilosofo del mondo. Sicuramente scriverò grandi libri sulla psicologia del come far suonare le
chitarre mute da 100 anni.”
Alla fine di tutti quei discorsi quando fu sicuro che la chitarra avrebbe prodotto i suoi dolci suoni,
convocò tutti. Ma sorprendentemente la chitarra davanti a tutti, invece di suonare si mise a piangere.
E piangendo diceva: “ Sono proprio sola e amareggiata, non si riesce a trovare qualcuno che riesca a
mettere d’accordo i suoni delle mie corde, eppure avrei tanta bella musica da far ascoltare. Non ci
vuole molto per far suonare e vibrare insieme le mie sei corde, occorre solo trovare delle persone
che siano contente di sentire insieme i sentimenti, perché i sentimenti sono musica e non si può
stare senza sentimenti.
(Dialogare con i bambini su cosa sono i sentimenti. Chiedere loro: “Bambini si può stare senza
sentimenti?” “ Qualche volta vi siete sentite come se foste senza sentimenti?”)
Occorrono delle persone che non abbiano paura di sentire i sentimenti e di metterli insieme
attraverso la melodia dell’amore. Per far ritornare la gioia occorre che ci siano almeno due persone
disposte a sentire la musica dei sentimenti senza avere paura e soprattutto senza avere vergogna.”
Si fecero allora avanti un bambino con il suo papà e una bambina con la sua mamma. La mamma
disse che lei aveva un modo sicuro per accordarsi con la sua bambina, un modo che funzionava
anche quando la figlia era arrabbiata o triste o si sentiva sola. Questo modo era quello di abbracciare
la figlia; disse che quando la figlia la abbracciava poteva sentire gli stessi sentimenti della figlia e se
erano un poco “stonati” poteva ricomporli con il suo amore di madre.La stessa cosa disse il padre del bambino. Allora la chitarra disse: “Bene, allora siete voi che avete
davvero la possibilità di accordarmi e farmi suonare! Che cosa aspettate a farlo?”
Il papà e la mamma risposero: “Aspettiamo che i nostri bambini abbiano fiducia in noi e in questo
abbraccio”.
La chitarra si rivolse allora ai due bambini dicendo: “Sembra che non vi fidiate delle uniche persone
che possono sentire e capire i vostri sentimenti, delle uniche persone che davvero vogliono essere
sempre in accordo con voi.”
I bambini risposero: “ È vero chitarra, ma noi ci vergogniamo un po’ a farci abbracciare dai nostri
genitori e poi loro non sono così tanto intelligenti come il medico, non hanno così tanti soldi come
il Superdirettore della Banca Soldoni, non sono così tanto importanti come lo psicofilosofo
Pensieroinfallibile”.
(Chiedere ai bambini di parlare dell’abbraccio con i genitori facendogli ricordare un episodio o un
momento in cui sono stati abbracciati dai genitori. Dialogare con loro sui sentimenti come la
colpa, la vergogna e la rabbia che a volte impediscono loro di farsi abbracciare dai genitori.)
La chitarra alzò un po’ la voce verso i bambini e disse loro: “Dove trovate due persone che vi
vogliono così bene come il papà e la mamma? Non sono forse loro le uniche persone che possono
davvero gioire profondamente insieme a voi? Forza, coraggio accettando l’abbraccio dei vostri
genitori riuscirete a sciogliere completamente l’incantesimo da cui il paese è afflitto, è da oltre
cento anni che tutto il paese sta aspettando di poter finalmente riascoltare l’armonia dei suoni che
vanno d’accordo.”
Allora i bambini si lasciarono dolcemente abbracciare da mamma e papà e più si stringevano a loro,
più iniziava a sentirsi una musica soave in tutto il paese. Una musica che poco alla volta attraversò
le vie del paese rasserenando tutti.
(Chiedere ai bambini di paragonare l’abbraccio con i loro genitori al suono di uno strumento
musicale.)
Allora il Sindaco felicissimo, cambiò immediatamente il nome del paese che da quel giorno si
chiamò “BENESUONO”, affermando solennemente: “E’ proprio il bene dei genitori che trasforma
in vita tutto ciò che sembra triste e senza speranza.”
(Far ascoltare un brano strumentale di chitarra scelto secondo la preferenza dei bambini. Si
possono fare anche un ballo e un canto finale. Poi invitare i bambini a disegnare liberamente, a
scrivere un breve commento relativo alla fiaba ascoltata e, se vogliono, anche una piccola poesia).